Perché MANJUSRI (pron. Mangiusri)
Racconta una leggenda buddhista che un nobile cinese, sentendosi sul punto di morte, mandó
un servitore dal Buddha . "Mandami uno dei tuoi discepoli - disse - affinché io possa
conoscere la dottrina che vai insegnando."
Il Buddha chiese ai suoi discepoli chi volesse recarsi dal nobile, ma tutti coloro a cui
lo chiese trovarono delle scuse per rifiutare. Il nobile cinese era infatti cosí colto e
preparato che temevano di fare brutta figura e non riuscire a persuaderlo.
Manjusri (pron. Mangiusri) accettó. Quando si sparse la voce che ci sarebbe stato questo
incontro i Buddha del passato, del presente e del futuro si affollarono in cielo per non
perdere nemmeno una parola.
Come finí? come doveva finire: il vecchio intellettuale cinese si convertí al buddhismo e -
dopo di lui - tutta la Cina divenne buddhista. Manjusri ( con il nome di Wen-shu in Cina,
Monju in Giappone) divenne il santo buddhista protettore della Cina e fu sovente rappresentato
con la spada. Non per offendere, ma perché il filo della spada rappresenta il potere di
separare il vero dal falso. Il giusto dall'ingiusto.
E cosí Manjusri divenne anche il protettore degli intellettuali e dei letterati, colui sotto
il cui auspicio va posta ogni nuova impresa nel campo della cultura.
© Manjusri Database Culturale - www.manjusri.it